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Non per essere puntigliosa

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Re: Non per essere puntigliosa

Messaggio Da Cyber il Ven Lug 27, 2018 1:37 pm

Il senso di colpa

Ecco cosa ti rende una vittima, “Mi sento in colpa perché ho fatto qualcosa di cattivo a un’altra persona. Mi sento in colpa perché non sono una persona carina. Mi sento in colpa perché continuo a portarmi dietro cose che ho fatto molto tempo fa – i miei segreti,” che siano segreti sporchi o solo segreti nascosti in profondità. Il senso di colpa farà di te una vittima più delle altre persone, più di tutto ciò che c’è all’esterno. Visto che proprio ora stiamo aprendo le ali e stiamo per prendere il volo, per emergere davvero e se sulle vostre ali resta quella roba appiccicosa non riuscirete a volare molto bene. Farete parecchi ruzzoloni. È arrivato il momento di prendere in considerazione il senso di colpa che avete dentro.

È divertente perché c’è, voi sapete che c’è e sapete anche cos’è, ma la mente fa il suo gioco. La mente fa un gioco enorme e prima di tutto negherà che siate una vittima, ma alla fine vi renderete conto che il vostro senso di colpa è il senso della vittima più grande che proverete mai. Il vostro stesso senso di colpa – è molto più grande del fatto di essere la vittima in una famiglia cattiva o in una brutta relazione o al lavoro o in altri ambiti.

Voi restate attaccati al senso di colpa. Voi restate attaccati alla vergogna. Voi restate attaccati alla forma più grave di auto-test che esista. Voi non ve ne libererete perché voi sentite troppo il senso di colpa. Voi sentite di aver fatto qualcosa di così incredibilmente terribile che non riuscite a liberarvene. Come potreste farlo? Come potreste mai – snap! – farlo sparire? Dentro di voi c’è qualcosa che dice, “Non sarebbe giusto liberarmene e basta. Devo portarmelo dietro per ricordarmi di non fare più l’umano cattivo.” Il senso di colpa vi trasforma nella vostra vittima personale. Di solito una persona pensa a una vittima come a qualcosa di esterno a lei, ma di fatto la vittima più grande, la ragione principale per cui siete una vittima siete voi, il vostro senso di colpa.

Qui si presenta un dilemma interessante. Cosa ne fate? Come gestite il senso di colpa? Ve lo dico subito e quasi tutti voi sapete di non poter lottare contro il senso di colpa. Vincerà lui perché sa dove sono i vostri punti deboli. Cosa ne fate?

Voi non potete entrare nella Realizzazione incarnata se siete una vittima. Avete superato la storia della vittima esterna, ma che ne dite della vittima interiore? E il senso di colpa?

Mentre parlo, voi sentite le energie della stanza e di tutti noi qui insieme. Ci sono flashback stupendi. Sentite l’energia che sfreccia tutt’intorno mentre ognuno di voi prende in considerazione il suo senso di colpa personale. È divertente, la mente ha un modo tutto suo di nasconderlo. Sapete che c’è. Sapete che c’è ma non riuscite a dire la parola. È la parola più facile, ma è difficile da dire.

Ecco cosa fa il senso di colpa e sapete, noi non elaboreremo il senso di colpa. Non ho proprio la pazienza per farlo. Noi ce ne libereremo e basta, ma ciò porta a galla il senso di colpa (Adamus
Adamus Saint-Germain, un maestro, un angelo, un professore e un insegnante del Crimson Council che nella Nuova Energia trasmette messaggi di grande ispirazione.
ride) relativa al senso di colpa.
http://diviniumani.it/adamus/serie-ali/shoud-11-serie-ali/
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Re: Non per essere puntigliosa

Messaggio Da Cyber il Ven Lug 27, 2018 4:29 pm

Mettere Fine al Gioco

Vorrei che tutti voi lo sentiste dentro. Dove vive il vostro senso di colpa? Se è una casa grande, per alcuni di voi sarà in cantina, quasi nascosto laggiù. Non ve ne siete liberati. Avanti, buttate via metà di quella roba – no, l’ottanta percento della roba che c’è nella vostra cantina. Non la userete mai più eppure tenete laggiù il senso di colpa come fosse un promemoria solo perché non siete disposti a liberarvene.

Per molti di voi è nell’attico, al piano di sopra; lo definireste il superconscio contro il subconscio. L’avete inserito nel superconscio e quando è lì è un vero problema perché, sapete, voi non pensate molto al vostro attico, sapete, lassù ma c’è un blocco. Sapete, in un certo senso il superconscio, l’apertura blocca le cose. Voi lo mette lì e poi ve ne scordate, ma inibisce dove state andando.

Per molti di voi, il senso di colpa è in camera da letto. Il senso di colpa sessuale è il senso di colpa più forte in assoluto. Di fatto il senso di colpa sessuale è più forte del senso di colpa che si proverebbe a far del male a un’altra persona o persino ad ucciderla. Il senso di colpa sessuale è il più forte di tutti e potete sentirvi in colpa perché pensate di essere un vecchio e grosso pervertito o perché avete manipolato gli altri o potrebbe risalire a una vita passata. La stregoneria sessuale è la più efficace tra tutte. Inserite un po’ di sesso nella stregoneria e diventa roba potente con cui alcuni di voi in passato hanno giocato. Quando è in camera da letto è roba molto appiccicosa, è roba molto brutta.

Per molti di voi è in soggiorno. È proprio lì. Voi avete parcheggiato il senso di colpa in soggiorno e non vi permettete di vivere molto perché continuate a ballare intorno al senso di colpa che c’è nel vostro soggiorno, il luogo dove vivere.

Per alcuni di voi come Paul, è in cucina. Come portate dentro l’energia, come vi nutrite e crescete e poi affiora nel vostro corpo, se il vostro senso di colpa è in cucina.

Alcuni di voi lo tengono nell’armadio, non in bagno. In bagno non c’è molto senso di colpa, cosa abbastanza strana. Sì. Presumo abbiate altri modi per liberarvi dalle cose.

Pensateci bene. Dov’è il senso di colpa? Dove risiede?

Ora il passo successivo è che noi non cercheremo di capire né tenteremo di psicoanalizzare il senso di colpa. È arrivato il momento che voi riconosciate il grande e dannato gioco che state giocando. È tutto qui. Voi state giocando il gioco della vittima. Da vittima a vittima, da umano a vittima. Non può continuare. Punto. Voi non potete andare dentro e trovare un rimedio al senso di colpa, perché ciò non farebbe altro che ingrandire il senso di colpa. Di fatto gli dareste energia, ma se vi rendete conto che è solo un gran bel gioco, un gran bel modo con cui mettervi alla prova e anche un grande modo di trattenervi e quindi vi liberate dal senso di colpa voi sarete liberi di emergere, di volare, di elevarvi.

Invece voi cercherete di restarci attaccati. Voi cercherete di fare molto makyo. Oggi l’avete sentito proprio qui, oggi. C’era del makyo, c’era distrazione e mancate risposte alle domande. C’era molta roba e voi cercherete di farla. Voi cercherete di capirlo nella vostra mente, “Per quale ragione mi sento in colpa?” Io vi garantisco che ognuno di voi ha dei problemi di senso di colpa. È auto-vittimismo. È solo arrivato il momento di smettere di giocare a quel gioco. Ecco la domanda a cui avete bisogno di rispondere, “Sono pronto a smettere di giocare al gioco in cui sono vittima di me stessa? Sono pronto a smettere di mettermi alla prova?”

Il senso di colpa è una cosa strana. Il senso di colpa è quasi unicamente umano o almeno è iniziato qui. Voi andate in altri reami e incontrate altri esseri che non hanno i problemi del senso di colpa. Gli umani hanno davvero perfezionato il senso di colpa.

All’inizio il senso di colpa parte come un giudizio, è la mente umana che giudica “È giusto o sbagliato?” Poi si trasforma in senso di colpa che a quel punto non è più mentale; è emotivo e vi entra nelle vene, letteralmente nelle vene intese come le vene della vostra vita, le vene del flusso energetico e tutto il resto. Da lì il senso di colpa vi drenerà. Vi esaurirà.

Il senso di colpa porta a galla anche il dramma. Se prendete in considerazione la vostra vita, per molti di voi c’è sempre stato del dramma in corso. Esiste una relazione diretta tra il senso di colpa e il dramma, perché non appena sentite il senso di colpa, esso taglia fuori un flusso energetico che è del tutto naturale e a quel punto dovete avere del dramma per far risalire l’energia ma il dramma riattiva il senso di colpa e si crea un problema che si auto-perpetua.

Il punto è che in passato, soprattutto nella Scuola delle Energie Sessuali abbiamo parlato di essere una vittima o un carnefice nel mondo esterno. Ora è arrivato il momento di considerare come state giocando il gioco della vittima con voi, con il senso di colpa.

Se siete pronti, è arrivato il momento di riconoscere che è tempo di smettere di fare quel gioco. Basta con il senso di colpa. Basta con il senso di colpa e una parte di voi insisterà per restarci attaccato, “Sono stata una brutta persona. Ho bisogno di sentire il senso di colpa.” Adesso basta. Fatto. Ricominciate da zero e subito affiorano i problemi, “Posso davvero ricominciare da zero?” Allora il senso di colpa parlerà e vi dirà, “No, no. Non puoi. Non puoi riuscirti così facilmente. Ci vorrà molto tempo. Dobbiamo lavorarci sopra. Dobbiamo gestirlo ed elaborarlo, tirare fuori il bambino interiore e tutto il resto.” Invece no. Smettetela di giocare a quel gioco.

Trasformiamola in una merabh e così non diventeremo più mentali. Facciamo un bel respiro profondo.



Far Saltare in Aria il senso di colpa – Merabh

L’esperienza umana contiene molte sensazioni di senso di colpa.

(parte la musica)

Esso aumenta, aumenta, aumenta e trasforma una persona in una grande vittima.

Noi arriviamo a questo punto, entriamo nella vera Realizzazione incarnata, noi arriviamo a questo punto e la decisione tocca a voi. Una decisione conscia con il Maestro seduto lì che aspetta e l’Io Sono. Una decisione conscia da parte vostra. Smetterete di giocare al gioco della vittima con voi?

Voi sapete com’è essere vittima delle cose esterne – cattive famiglie, brutte relazioni, perdite negli affari e tutto il resto. Noi siamo andati oltre. Ora noi trattiamo di voi che siete una vittima, che giocate al gioco della vittima con il vostro stesso senso di colpa. Guardate come il senso di colpa vi ha fatto vivere la vostra vita e prendere le vostre decisioni; come ha fatto in modo che nella vostra vita non vi godeste un mucchio di cose.

Direi proprio che la cosa peggiore che potete fare con il senso di colpa è cercare di elaborarlo, di affrontarlo in ogni modo possibile, di tuffarvici dentro e di fare terapia. È esattamente ciò che il senso di colpa vuole.

Invece dire, “L’Io Sono ha smesso di giocare con me al gioco della vittima. Il gioco è finito. Non mi sento più in colpa.” Fatelo saltare in aria. Ecco cosa siamo qui a fare e non si applica a tutti gli umani. No, proprio no. Tutto ciò riguarda voi e dove siamo noi ora.

Con un modo di dire molto strano gli umani, quasi tutti gli umani hanno ancora bisogno del senso di colpa. Ne hanno bisogno per poter sopravvivere, per la loro identità. Hanno bisogno dell’elemento del senso di colpa, è ancora essenziale nella loro vita.

Non per voi. Voi non ne avete più bisogno. Voi non avete più bisogno di darvi una disciplina, di impedirvi di essere una brutta persona.

Tra Shaumbra ci sono molte dipendenze dal senso di colpa e molte relazioni con il senso di colpa.

(pausa)

Eccoci qui, io sono qui per parlarvi del vostro gioco.

Sapete, ci sono alcuni sensi di colpa spirituali decisamente strani, quasi sempre storie di vite passate che risalgono ai tempi di Jeshua e al lavoro che voi siete venuti a fare; avete vissuto molte vite tentando di mantenere la sacralità di un po’ della saggezza dai tempi di Jeshua e vi sentite in colpa per non averlo fatto bene. Non è molto importante sapere cos’è il senso di colpa. Non è importante cercare di capirlo.

Ciò che è importante prima di entrare nell’Emergere, prima che ci apriamo davvero è che io devo chiedervi – sono stato via per un mese – ora devo chiedervi da me a voi, uno di fronte all’altro, siete pronti a rinunciare a quel gioco?

È un sì o un no, nient’altro. Non dite niente d’altro.

Siete pronti a rinunciare al senso di colpa, ad essere una vittima di voi stessi? È un gioco enorme e non fa che trattenervi.

(pausa)

Forse potete dire che il senso di colpa vi ha impedito di ripetere gli errori. Forse potete dire che il senso di colpa è anche un po’ la vostra punizione auto-imposta. Forse potete dire che il senso di colpa non è qualcosa che potete controllare davvero; c’è e basta, è un demone. Forse potete dire che arriva da qualcuno o da qualche altra parte. No. È tutto un gioco, nient’altro.

(pausa)

La domanda molto semplice che vi faccio è se siete pronti a smettere di essere una vittima? Ecco cos’è. Voi potete liberarvene così – peooww!

(pausa)

La parola “vittima” di solito si usa quando vi riferite alle vostre esperienze, alle relazioni con l’esterno; essere la vittima di qualcuno o di qualcosa di esterno. Non l’ho mai sentito usare in riferimento a voi come vittima – il vostro senso di colpa e la vergogna. La vergogna di essere un umano. Cadere in disgrazia, arrivare su questo pianeta e prendere un corpo fisico.

(pausa)

Scommetto che non avete mai pensato davvero di essere Ia vittima di voi stessi ma sapete, contiene qualcosa che vi è piaciuto molto. C’è qualcosa che vi è piaciuto molto nel senso di colpa.

Ve ne parlo proprio ora.

(pausa)

Il senso di colpa è una delle caratteristiche interessanti, quasi emotive dell’umano. È molto appiccicoso, oh, è quasi sporco e molto insidioso finché non vi fermate per un attimo e vi rendete conto del gioco. A voi piace pensare che sia molto appiccicoso e sporco e cattivo e insidioso e inquietante e che vi striscia intorno, tutt’intorno alla vostra casa, la casa metaforica proprio come gli scarafaggi e le termiti. A lui piace che la pensiate così, gli piace che pensiate che è difficile liberarvene e che voi non avete alcun valore.

A voi questa sensazione un po’ piace. Sì. Sì, è così. A voi piace la sensazione di sentirvi in colpa, altrimenti non la provereste.

Vi dirò qualcos’altro sul senso di colpa. In base a come lo considerate è un po’ come il Teflon, sapete, è una superficie su cui nulla attacca. Se non vi fate coinvolgere, se non cercate di elaborarlo e di capirlo, se non entrate nella seduzione emotiva è come il Teflon, è molto facile. È – schwitt! – è finita.

Da una parte potreste percepire che è molto appiccicoso, cattivo, nascosto nei recessi della vostra casa. Voi non potete liberarvene. Voi ne diventate vittima, se questo è il gioco che volete giocare.

Oppure voi fate solo un bel respiro profondo, la piantate di fare quel gioco ed è chiuso. È finito in fretta.

Sono come le due facce della stessa medaglia. Il vecchio e cattivo senso di colpa, essere una vittima o lasciarle andare davvero. Pfuuit! Andato.

Ecco, ve la ripropongo. È solo un sì o un no. Avete finito di giocare al gioco di essere la vittima di voi stessi?

Fate un bel respiro profondo.

A volte il senso di colpa e la vergogna vanno in profondità, ma quando siamo in uno spazio sicuro come questo, questo è il modo più semplice di liberarvene.

A volte per l’umano è difficile. Gli umani lottano e dicono, “Non posso liberarmene così,” o “L’universo conta i punti?” No, non lo fa. L’universo non conta i punti. Solo voi lo fate.

Beh, sentitelo per un momento. Sentite il Maestro. Il Maestro è la saggezza di tutte le vostre vite.

Sentitelo per un attimo. Il Maestro non conta i punti. Il Maestro trasforma tutto in saggezza. Il Maestro non giudica.

L’Io Sono, la coscienza stessa non ha un libro delle cose giuste e di quelle sbagliate. L’Io Sono non sa neppure cos’è il karma e non gli importerebbe. Tutte queste sono solo le percezioni umane.

Certo, sì, voi potete andarvene dal senso di colpa ogni volta che volete. Ogni volta che volete smettere di giocare.

(pausa)

Io voglio che voi vi osserviate durante il prossimo mese, fino al nostro prossimo Shoud.

Quanto spesso penserete al problema del senso di colpa e della vergogna e lo combatterete? Lo trasformerete in un esercizio mentale su quanto siete una grande vittima? Scriverete delle storie sul senso di colpa e sul vittimismo e le metterete sui social? Se fate tutte queste cose, voi vivete ancora in quell’energia appiccicosa. Voi vivete ancora nel vostro gioco. È roba vostra e di nessun altro. Voi vivete ancora nel dramma.

Oppure potete liberarvene e smettere di fare quel gioco.

Quando mettete fine a questo gioco ci sono delle conseguenze in termini di punizioni o di altro. Se smettete ora di giocare, ciò non vi rende una persona o uno spirito migliore o peggiore. Non vi porta sulla strada della Realizzazione e non vi fa avanzare.

O smettete di giocare a quel gioco oppure no. È così. È proprio così. Un bel respiro profondo.

Il mese prossimo entriamo nella Serie Emergere. Non solo iniziamo a renderci conto di avere le ali, noi iniziamo ad usarle. Ecco perché in quest’ultimo Shoud della Serie Ali vi ho fatto la domanda, “Siete pronti a smettere di giocare al gioco del senso di colpa e della vittima?” È così.

(pausa)

Facciamo un bel respiro profondo.

(pausa)

Sentite dentro di voi come sarebbe – come sarà – liberarsi da tutto quel senso di colpo. Non averlo più.

(pausa)

Le vostre decisioni saranno diverse. Il vostro flusso energetico sarà diverso. Di certo cambierà la vostra capacità di aprire le vostre ali.

(pausa)

Sì, all’inizio sentirete in voi un certo vuoto, qualche buco. Se dite, “Non sono più vittima del senso di colpa,” ci sarà un certo vuoto che per molto, molto tempo voi avete riempito con il vostro senso di colpa.

Quei buchi, quel vuoto verranno presto riempiti dalla coscienza, dalle vere sensazioni e non dalle sensazioni false; dalle vere sensazioni.

Il senso di colpa ha occupato molto spazio nel vostro meccanismo sensoriale che vi ha impedito di sentire davvero tutti gli altri sensi di cui abbiamo parlato; la vera sensazione, la vera esperienza.

(pausa)

Voi potete considerare il senso di colpa come volete. Voi potete cercare di capire da dove può essere venuto o la ragione per cui esiste e com’è arrivato qui. Niente di tutto ciò importa.

È arrivato il momento di smettere di giocare a quel gioco oppure no. È un gioco enorme, forse è il gioco più grande che l’umano farà mai. Sì, il senso di colpa ed essere la vittima di voi stessi.

(pausa)

In un certo senso io qui passo del tempo mentre ‘senso’ tutte le vostre energie. Noi abbiamo affrontato la confusione in cui ci sentiamo molto a disagio e proviamo anche la rabbia – in questa merabh – abbiamo affrontato la confusione, un po’ di rabbia e anche un po’ di tristezza.

Ora ciò che sto sentendo in moltissimi di voi che stanno facendo un respiro profondo e dicono, “Il gioco è appena finito.”

Anche se la mente non può sapere affatto dove archiviare questo gioco e come pensarci, voi avete la sensazione intuitiva, innata abbastanza da dire, “Il gioco finisce. L’Io Sono non continuerà a giocarci.”

Non è un gioco ‘esterno’. È un gioco interno. Il senso di colpa.

Facciamo un bel respiro profondo.

(pausa)

Un bel respiro profondo.

(la musica finisce)

Direi proprio che circa il 38 percento di voi hanno risposto chiaramente alla domanda, “Smetterai di giocare a quel gioco?”

Questa non è una gara. Per tutti gli altri non esiste un limite temporale, ma alcuni di voi ci stanno ancora pensando sopra. Poi vi sentirò dire, “Sì” e un minuto dopo direte, “No,” e quindi ricomincerete a giocare, ma io vi darò 24 ore per prendere la decisione: sì o no. Di nuovo, non intendiamo elaborare troppo, ma il senso di colpa è un enorme gioco auto-imposto. Ecco cos’è: un gioco auto-imposto che terrà occupata la vostra l’energia e complicherà la vostra Realizzazione. Voi potete liberarvene dicendo, “Con questo gioco io ho chiuso.” Poi non preoccupatevi, non elaborate e il tutto proseguirà da solo. Sarà come il Teflon, ma poi vi ci tufferete dentro ed inizierete a cercare di analizzarlo e tutto il resto ed è molto, molto, molto appiccicoso.

Ecco, facciamo un bel respiro profondo. Avete 24 ore per considerarlo e poi procediamo con l’Emergere.

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