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Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

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Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da _Med_ il Mer Giu 27, 2018 4:30 pm

<<Il 15 agosto, giorno della Madonna, Esther fece l'amore con maggior lascivia del solito. Eravamo all'albergo Sanz, il letto stava di fronte a un grande specchio, e faceva così caldo che ogni movimento era un bagno di sudore; avevo le braccia e le gambe in croce, non avevo più la forza di muovermi, tutta la mia sensibilità si era concentrata nel mio sesso. Per più di un'ora lei mi cavalcò, salendo e scendendo lungo il mio cazzo attorno al quale contraeva e dilatava la fichetta che si era depilata da poco. Nel frattempo si accarezzava con una mano i seni lucenti di sudore guardandomi negli occhi, sorridente e concentrata, attenta a tutte le variazioni del mio piacere. La sua mano libera era richiusa sui miei coglioni che stringeva ora piano, ora più forte, allo stesso ritmo dei movimenti della sua fica. Quando sentiva che stavo per venire si fermava di colpo, e premeva prontamente con due dita per fermare l'eiaculazione alla sua fonte; poi, quando il pericolo era passato, ricominciava. Passai così un'ora, forse due, al limite della deflagrazione, nel pieno della più grande gioia che un uomo possa conoscere, e alla fine fui io a chiedere pietà, a chiedere di goderle in bocca. Lei si raddrizzò, mi mise un cuscino sotto le natiche, mi chiese se vedessi bene nello specchio; no, era meglio spostarsi un pò, mi avvicinai alla sponda del letto. Lei si inginocchiò ai piedi del letto, con il viso all'altezza del mio cazzo che cominciò a leccare metodicamente, centimetro dopo centimetro, prima di richiudere le labbra sul glande. Poi le sue mani entrarono in azione e mi masturbò lentamente, con forza, come per estrarre ogni goccia di sperma dalle profondità di me stesso, mentre la sua lingua effettuava rapidi movimenti di va e vieni attorno all'estremità del mio sesso. Con la vista annebbiata dal sudore, persa ogni nozione chiara dello spazio e del tempo, riuscii tuttavia a prolungare ancora un pò quel momento, e la sua lingua ebbe il tempo di effettuare tre rotazioni complete prima che godessi, e fu allora come se tutto il mio corpo irradiato dal piacere venisse meno, aspirato dal nulla, in un'ondata di energia felice. Mi tenne in bocca, quasi immobile, succhiandomi il sesso al rallentatore, chiudendo gli occhi come per udire meglio le urla della mia felicità.>>

[...]

<<Più tardi mi resi conto che già da un pezzo non vedevo Esther e andai alla sua ricerca. Non c'era più tanta gente nella stanza principale; scavalcai parecchie persone nel corridoio che conduceva alle camere, e finii col trovarla in una delle ultime, distesa in mezzo a un gruppo; aveva addosso solo la minigonna dorata, rialzata fino alla vita. Un ragazzo sdraiato dietro di lei, uno alto, bruno, dai lunghi capelli ricci, che poteva essere Pablo, le carezzava le natiche e si accingeva a penetrarla. Lei parlava a un altro ragazzo, anche lui bruno, molto muscoloso, che non conoscevo; nello stesso tempo giocava con il suo sesso, sbattendoselo sorridente contro il naso e contro le guance. Richiusi la porta discretamente; lo ignoravo ancora, ma sarebbe stata l'ultima immagine che avrei serbato di lei.>>
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da Spugnaviola il Mer Giu 27, 2018 10:50 pm

Non saresti tu se non avessi aggiunto la seconda parte Smile

Molto belle!
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da Mikimiu il Gio Giu 28, 2018 1:32 pm

_MAH_ ha scritto:
<<Il 15 agosto, giorno della Madonna, Esther fece l'amore con maggior lascivia del solito. Eravamo all'albergo Sanz, il letto stava di fronte a un grande specchio, e faceva così caldo che ogni movimento era un bagno di sudore; avevo le braccia e le gambe in croce, non avevo più la forza di muovermi, tutta la mia sensibilità si era concentrata nel mio sesso. Per più di un'ora lei mi cavalcò, salendo e scendendo lungo il mio cazzo attorno al quale contraeva e dilatava la fichetta che si era depilata da poco. Nel frattempo si accarezzava con una mano i seni lucenti di sudore guardandomi negli occhi, sorridente e concentrata, attenta a tutte le variazioni del mio piacere. La sua mano libera era richiusa sui miei coglioni che stringeva ora piano, ora più forte, allo stesso ritmo dei movimenti della sua fica. Quando sentiva che stavo per venire si fermava di colpo, e premeva prontamente con due dita per fermare l'eiaculazione alla sua fonte; poi, quando il pericolo era passato, ricominciava. Passai così un'ora, forse due, al limite della deflagrazione, nel pieno della più grande gioia che un uomo possa conoscere, e alla fine fui io a chiedere pietà, a chiedere di goderle in bocca. Lei si raddrizzò, mi mise un cuscino sotto le natiche, mi chiese se vedessi bene nello specchio; no, era meglio spostarsi un pò, mi avvicinai alla sponda del letto. Lei si inginocchiò ai piedi del letto, con il viso all'altezza del mio cazzo che cominciò a leccare metodicamente, centimetro dopo centimetro, prima di richiudere le labbra sul glande. Poi le sue mani entrarono in azione e mi masturbò lentamente, con forza, come per estrarre ogni goccia di sperma dalle profondità di me stesso, mentre la sua lingua effettuava rapidi movimenti di va e vieni attorno all'estremità del mio sesso. Con la vista annebbiata dal sudore, persa ogni nozione chiara dello spazio e del tempo, riuscii tuttavia a prolungare ancora un pò quel momento, e la sua lingua ebbe il tempo di effettuare tre rotazioni complete prima che godessi, e fu allora come se tutto il mio corpo irradiato dal piacere venisse meno, aspirato dal nulla, in un'ondata di energia felice. Mi tenne in bocca, quasi immobile, succhiandomi il sesso al rallentatore, chiudendo gli occhi come per udire meglio le urla della mia felicità.>>

[...]

<<Più tardi mi resi conto che già da un pezzo non vedevo Esther e andai alla sua ricerca. Non c'era più tanta gente nella stanza principale; scavalcai parecchie persone nel corridoio che conduceva alle camere, e finii col trovarla in una delle ultime, distesa in mezzo a un gruppo; aveva addosso solo la minigonna dorata, rialzata fino alla vita. Un ragazzo sdraiato dietro di lei, uno alto, bruno, dai lunghi capelli ricci, che poteva essere Pablo, le carezzava le natiche e si accingeva a penetrarla. Lei parlava a un altro ragazzo, anche lui bruno, molto muscoloso, che non conoscevo; nello stesso tempo giocava con il suo sesso, sbattendoselo sorridente contro il naso e contro le guance. Richiusi la porta discretamente; lo ignorravo ancora, ma sarebbe stata l'ultima immagine che avrei serbato di lei.>>
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da _Med_ il Mar Lug 03, 2018 9:52 am

Spugnaviola ha scritto:Non saresti tu se non avessi aggiunto la seconda parte Smile

Molto belle!

Grazie, ma secondo me mi hai scambiato con qualcun'altro.
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da Spugnaviola il Mar Lug 03, 2018 2:21 pm

Non sei mediterraneo?
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da _Med_ il Mar Lug 03, 2018 4:54 pm

Spugnaviola ha scritto:Non sei mediterraneo?

Sì...ma...come mai dici che la seconda parte della citazione è "riconducibile" a me?
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da Spugnaviola il Mar Lug 03, 2018 5:57 pm

Perché la prima da sola non era abbastanza triste e malinconica :p
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Re: Citazioni da "La possibilità di un'isola", Michel Houellebecq

Messaggio Da _Med_ il Mar Lug 03, 2018 6:11 pm

Spugnaviola ha scritto:Perché la prima da sola non era abbastanza triste e malinconica :p

ah. Ecco. Giusto.
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Messaggio Da _Med_ il Ven Lug 13, 2018 5:11 pm

<<"[...] l'intervista non può reintrare nella tua linea editoriale."
"E' vero..." disse lei con calma, con una calma sorprendente se ci penso ora. Era così limpida e così franca, Isabelle, così poco dotata per la menzogna. "Non ci sarà nessuna intervista; era solo un pretesto per incontrarti."
Mi guardava diritto negli occhi, ed ero in un tale stato che quelle sole parole bastarono a farmelo tirare. Credo fosse commossa da quella erezione profondamente sentimentale, umana; mi si sdraiò accanto, mi posò il capo nell'incavo della spalla e cominciò a masturbarmi lentamente, stringendomi le palle nel palmo, variando l'ampiezza e il vigore dei movimenti delle dita. Mi distesi, abbandonandomi completamente alla carezza. Qualcosa nasceva fra noi come uno stato d'innocenza, e avevo manifestamente sopravvalutato la profondità del mio cinismo. Abitava nel XVI arrondissement, sulle alture di Passy; in lontananza un metrò aereo attraversava la Senna. La giornata prendeva vita, si cominciava a udire il rumore del traffico; lo sperma le schizzò sui seni. Ne raccolsi qualche goccia sull'indice e glielo porsi da succhiare, e poi la presi fra le braccia.>>
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