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Il muro dei Post_it

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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Demian il Sab Dic 16, 2017 9:44 am

"Il dono più grande che una persona può farti è il concederti la libertà di essere
spudoratamente te stesso,
senza inibizioni,
senza limiti,
senza filtri,
senza finzioni,
senza giudizi."


Ilaria Daolio
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Messaggio Da Poirottina il Lun Dic 18, 2017 5:48 pm

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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da SenzaFrettaMaSenzaSosta il Lun Dic 18, 2017 7:02 pm

"Capire… Voi non avete che questa parola, in bocca, tutti, da quando ero piccola.
Bisognava capire che non si può giocare con l’acqua, l’acqua bella che fugge, fredda, perchè così si bagna il pavimento, e con la terra, perché così ci si sporcano i vestiti. Bisognava capire che non si deve mangiare tutto in una volta, dare tutto quello che sia ha in tasca al mendicante che incontri, correre, correre nel vento fino a che non si cade per terra, e bere quando sei accaldato, e fare il bagno quando è troppo presto o troppo tardi, ma non quando se ne ha semplicemente voglia! Capire. Sempre capire. Io non voglio capire.
Capirò quando sarò vecchia. Se divento vecchia. Non ora"
Antigone di Anouilh
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Ospite il Lun Dic 18, 2017 11:11 pm



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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Demian il Mar Dic 19, 2017 10:32 am

Una mente determinata cambia le situazioni,
una mente arrabbiata le subisce.
— cristianik1
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Messaggio Da Poirottina il Mar Dic 19, 2017 7:49 pm

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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Mer Dic 20, 2017 9:31 pm

Se ami e poi ami e poi ami e poi ami senza aspettativa ma semplicemente perché il tuo Cuore Gode Immensamente ed è grato per questa Possibilità, il tuo Cuore si riempirà talmente tanto che brucerà tutti quei Pensieri che paralizzano con le tue paure la tua incapacità di Amarti.
Il Tono Autoesistente oggi ti aiuta a definire tutte le tue relazioni in ogni ambito e a creare degli accordi per far incontrare il tuo Punto di Vista con il punto di Vista dell’Altro. Questa è la traduzione del “Ama l’altro come te stesso”. Apri il Cuore per rilasciare ciò che continua a creare fratture, liberando le tue Acque Irruenti e pulire quegli Specchi per riflettere Immagini Sacre recuperate dalla tua Anima. Solo il Sole può creare un calore benefico per addolcire tutto questo… ti scalda il cuore mentre abbandoni l’inevitabile cambiamento della morte interiore.
https://sites.google.com/site/tzolkinahau/i-talenti/la-qualita-energetica-dei-kin/kin-30---cane-bianco-autoesistente
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Demian il Gio Dic 21, 2017 7:58 am

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera significa accettare il rischio dell’ inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.”
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Dom Dic 24, 2017 11:06 am

Questo è il momento in cui, quando la notte diviene padrona e il buio totale, è necessario mantenere accesa la fiamma della Fede, che al mattino, con l’alba, diverrà trionfante. Nei tarocchi ciò che meglio identifica tale rinascita di Luce è la lama del Bagatto, che simboleggia la vera essenza dell’uomo, la cui missione è conseguire l’unione fra spirito e materia. Il Bagatto ha già davanti a sé tutti i simboli del potere materiale ed è il personaggio che intraprende l’Opera alchemica, lavorando con i tre principi e i quattro elementi (i tre piedi e i quattro angoli del tavolo), grazie alla quale ogni uomo è un metallo, che portato alla sua perfezione, viene chiamato Oro. Il senso più alto della carta è dato dal suo numero, che è l’uno e che indica il motore immobile, il Principio di tutte le cose, anche se il suo cappello a forma di otto allungato simboleggia il movimento d’elevazione spirituale che conduce alla quadratura del cerchio. Uscendo dalla Caverna Cosmica, con il Solstizio d’Inverno, perciò, si passa dal nulla all’unità, geometricamente cioè, dal divenire sensibile, rappresentato dal simbolo della circonferenza, si passa all’eterno presente, che nell’uno e nel centro si esplicita perfettamente. Significativo è, inoltre, il passo evangelico in cui Giovanni Battista, nato nel giorno del Solstizio d’estate, rivolgendosi a Gesù, nato nel Solstizio d’Inverno, si pronunci in tal modo: “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca”. Parimenti è la rappresentazione classica del dio iranico Mithra, raffigurato mentre uccide un toro, con due dadofori ai suoi fianchi, che simboleggiano il corso del Sole: Cautes con la torcia verso l’alto (21 Giugno) e Cautopates con la torcia verso il basso (21 Dicembre). Ecco il simbolismo tradizionale delle porte solstiziali, che corrispondono rispettivamente all’entrata e all’uscita dalla Caverna Cosmica: la prima porta, quella “degli uomini”, corrisponde al Solstizio d’Estate, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Cancro, la seconda, quella “degli dei”, al Solstizio d’Inverno, cioè all’entrata del Sole nel segno zodiacale del Capricorno. Dal punto di vista iniziatico la caverna, per via del suo carattere di luogo nascosto e chiuso, rappresenta un momento di totale interiorizzazione dell’essere, vale a dire il luogo dove avviene, accedendovi, la seconda nascita dell’iniziato.
La seconda nascita, corrispondente nel significato ai Piccoli Misteri, si differenzia dalla terza nascita, in uscita dalla porta solstiziale d’inverno, corrispondente, invece, ai Grandi Misteri. La seconda nascita si realizza sul piano psichico, definendosi come rigenerazione psichica; la terza nascita, invece, opera direttamente nell’ordine spirituale e non più psichico, in quanto l’iniziato deve a quel punto aver risolto la sua individualità, trovando così libero accesso alla sfera di possibilità della comprensione sovraindividuale. Qui l’iniziato rivive le tre tappe del processo alchemico: le tenebre s’infittiscono, l’alba s’imbianca, la fiamma risplende. In prospettiva macrocosmica, tutto ciò è simboleggiato dall’ingresso del Sole nel segno zodiacale del Cancro, con il Solstizio d’Estate. Il Solstizio d’Inverno corrisponde, invece, in senso microcosmico, alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto uscita nella luce. Durante questo processo la comprensione esoterica può essere visualizzata come un’illuminazione riflessa che rischiara il buio della caverna: un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della caverna e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile”. Nell’ordine microcosmico, per quanto concerne l’organismo sottile individuale, tale apertura corrisponde al centro energetico che si trova sulla sommità del capo: il chakra della corona, il kether della Sefiroth. Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e corrisponde a ciò che nella Cristianità viene indicato come il settimo cielo. E’ lo stato di consapevolezza della libertà assoluta, la sede del Creatore. Secondo gli indù al chakra della corona si fondono la Prakriti , la sostanza primordiale, e il Purusha, lo spirito, l’essenza. Nel percorso rettilineo tra la seconda e la terza nascita, all’interno della Caverna Cosmica, tra le due porte solstiziali, l’illuminazione, dunque, penetra in noi dalla sommità del cranio, come, secondo i rituali operativi massonici, sulla sommità del cranio di ogni uomo è sospeso il filo a piombo del Grande Architetto, quello che segna la direzione dell’Asse del Mondo.

”Il Sole ritorna sempre, e con lui la vita. Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà”.
https://camminanelsole.com/21-dicembre-significato-magico-del-solstizio-invernale/
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Dom Dic 24, 2017 2:22 pm

Eppure ci sto bene con me stessa...
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Leone il Lun Dic 25, 2017 9:20 am





Tanti auguri a tutti voi

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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 11:51 am

In questi mesi, in questi anni, hai guardato in faccia tante volte i tuoi fantasmi, i tuoi demoni.

Sei entrata nel tuo dolore come mai avevi fatto prima, hai conosciuto quella parte bambina, impaurita e ferita, che da sempre vive in te.

Per la prima volta in questa vita l’hai vista.
Hai visto il dolore che ha provato per essere stata poco amata, poco voluta o almeno così sempre si è sentita.

Hai conosciuto la sua vergogna, il suo senso di colpa, la sua convinzione di essere niente e di non meritare niente.

Hai visto come la tua famiglia d’origine, i tuoi genitori, gli adulti che avrebbero dovuto amarla e proteggerla l’abbiano invece calpestata, umiliata, mortificata.

Hai provato pena per lei, per te.

Hai provato finalmente rabbia verso quelle persone, verso quegli adulti ingiusti e indifferenti al vostro dolore, perché hai riconosciuto come il dolore di quella piccola creatura che eri, Anima antica, è il tuo stesso dolore.

Finalmente, anziché odiare te stessa, anziché sfogare su di te la rabbia di una così ingiusta educazione, hai iniziato a perdonarti. Hai iniziato a provare compassione, tenerezza, amore, per la te stessa così piccolina messa in un angolo senza una ragione, senza una vera colpa che potesse giustificare così poco amore.

Attraverso la rabbia hai aperto un varco verso di te, hai aperto un varco verso la tua libertà.

Hai visto che non avevi colpe se non quella dell’innocenza, dell’ingenuità, della purezza. Non avevi altra colpa se non quella di aver bisogno di amore, di essere accolta, di venire accettata e cullata.

E hai provato rabbia per loro, per coloro che ti criticavano perché non riuscivano a guardare dentro se stessi e buttavano i loro limiti su di te.

Per coloro che sbagliavano tanto, che sbagliavano spesso, ma a te non concedevano alcun errore e le reazioni erano sempre troppo severe.

Per coloro verso i quali provavi la più totale fiducia e che l’hanno tradita, che attraverso l’ipocrisia ti hanno cresciuta.

Certo, hai poi osservato come i tuoi genitori a loro volta erano stati cresciuti allo stesso modo, avevano anche loro come te sofferto, come te si erano sentiti traditi, abbandonati, calpestati.
E questo ti ha donato un po’ di pace.

Ma poi di nuovo la domanda:

<<Ma allora perché non hanno fatto nulla? Perché se anche loro hanno sofferto, non hanno fatto in modo di essere genitori migliori, di non fare a me quello che anche loro avevano subito? Perché non mi hanno amato abbastanza da fare qualcosa come sto adesso facendo io per liberarmi dalle mie ferite così che nessun altro dovrà ancora pagare? Perché loro non lo hanno fatto per me?>>.

Ed ecco di nuovo la rabbia, il senso di ingiustizia, di non amore che ti assale.

E va bene, va bene così, dovevi attraversare questa fase per ritornare a te e per farlo hai avuto bisogno di nemici, di colpevoli, di uno specchio fuori da te che ti raccontasse la tua storia, che ti mostrasse la tua parte, che ti ripulisse dai tanti inganni della tua mente.

Avevi bisogno di uno specchio in cui guardare e vederti nella tua umanità, nella tua fragilità, nella tua bellezza così a lungo deformata, sporcata, nascosta. Ma adesso che hai visto tutto questo, adesso è ora di andare oltre e di riconoscere la verità.

La conosci già dentro di te, tante volte la tua mente razionale l’ha ascoltata dai messaggi, dai libri, dal mondo sottile che ti circonda, ma ancora non l’hai realizzata dentro di te, ancora non l’hai vissuta come realtà.

E la verità è che quel dolore, quelle ferite, quelle ingiustizie, giungono a te da lontano. Sono il frutto delle tue tante vite, delle tue tante incarnazioni. Tutte quelle emozioni dolorose, gli incastri, i blocchi, vivevano in te e albergavano negli anfratti del tuo cuore da centinaia di anni terreni.

Hai scelto i tuoi genitori, la tua famiglia, il contesto in cui sei cresciuta, per riportare anche in questa vita quelle stesse ferite, quelle ferite che così a lungo hai scelto di non guardare, che così a lungo hai deciso di nascondere a te stessa perché così dolorose.

E hai scelto di riaverle tutte qui, tutte insieme, proprio in questa vita, in questo tempo di compimento, per trovare finalmente la tua libertà.

Lo sai vero? Non ti sta arrivando alcun messaggio nuovo.

Tu lo sapevi, lo hai sempre saputo.

Hai così a lungo indagato in te stessa, hai esplorato reami antichi, dimensioni, vite precedenti.

Per ogni tuo conflitto, per ogni tua tribolazione, per ogni blocco che ha impedito alla tua vita di avanzare, hai cercato una ragione, una soluzione.

Ma in quelle incarnazioni precedenti che hai esplorato come un cercatore di tesori o più spesso ancora come un cacciatore di fantasmi, mancavi tu. Mancava il tuo sguardo consapevole.

Stavi ancora cercando colpevoli.

Stavi ancora cercando ragioni per il tuo malessere, stavi ancora scappando da quello che vivevi qui. E volgevi lo sguardo lontano, perché quelle storie antiche ormai passate, erano più tollerabili del tuo presente.

Erano più tollerabili del dover mettere in discussione le leggi invisibili con le quali sei cresciuta e sfidare le quali ti riempiva di terrore.

Erano più tollerabili del dover sgretolare tuo padre e tua madre dentro di te e sentirti così profondamente in colpa e terrorizzata da preferire invece condannare te stessa.

Ma è ora di cambiare lo sguardo e di vedere quella verità così a lungo annebbiata.

I tuoi genitori, la tua famiglia,

gli adulti fallibili e umani che ti hanno cresciuta,

li hai CREATI tu.

Il loro agire nei tuoi confronti, le loro falle interiori, le loro mancanze, sono state plasmate dai tuoi stessi antichi blocchi, dalle tue stesse antiche ferite irrisolte. I tuoi genitori sono esattamente come tu, Anima antica, li hai costretti ad essere.

I tuoi genitori sono esattamente come tu li hai costretti ad essere.



Non avrebbero potuto né fare, né dire altro di ciò che hanno detto e fatto verso di te. Non avrebbero mai potuto essere altro se non lo specchio del tuo passato, del tuo essere da sempre un’anima in cammino.

È ora di andare oltre Anima antica.

È ora di assumerti veramente la responsabilità di questo gioco che da tante incarnazioni stai vivendo, orchestrato dalle regole e vissuto dagli attori che tu stessa hai generato.

Guarda la tua famiglia, guarda te stessa.

Non c’è più bisogno di perdono, perché nessuno in verità ti ha mai fatto nulla e tu lo sai.

Nessuno è mai stato contro di te in questa vita come nelle precedenti, nessuno, nemmeno te stessa.

Sei scesa per imparare la separazione, sei scesa per dimenticarti di chi sei. Sei scesa per fare esperienza di questa densa dimensione, per dimenticare la luce e l’amore.

E lo hai fatto perfettamente:

Di vita in vita hai creato scenari sempre più intricati, separazioni sempre più profonde, conflitti sempre più crudeli, allontanandoti alle volte così tanto dalla verità, dalla connessione con la vita e con la Fonte Divina, da non trovarne nemmeno più il filo.
Hai poi iniziato a fare pulizia, hai iniziato a ricordare passo dopo passo, vita dopo vita, il bagliore della tua anima che si è aperta varchi dentro di te per riportarti sulla via di casa.

E questa vita, questa famiglia imperfetta e così tanto umana, ti hanno fatto desiderare di tornare a casa con così tanta intensità da costringerti ad avanzare, da costringerti a riprendere il filo della tua storia dalla notte dei tempi fino ad oggi e vederla tutta per ricordarti di TE.

Riesci ora ad andare oltre?

Riesci a vedere la perfezione dei tuoi passi e di coloro che ti hanno accompagnata fino ad oggi?

Riesci a vedere il disegno del tuo percorso?

Riesci a scorgere l’intera forma della tua stessa Anima, della tua stessa essenza, del Sogno che ti ha portata qui?

Riesci a scorgere la forma di chi sei tu?



Riesci a sentire il tuo cammino nel tempo e nello spazio lineari, come l’onda della marea che si allunga da lontano per giungere alla riva e finalmente acquietarsi per poi tornare al mare?

Questa sei tu.

Puoi ancora indagare nelle precedenti incarnazioni se vuoi, perché la tua sete di sapere, la tua voglia di ricordare, il tuo bisogno di completare il quadro sono sempre stati forti e resistono ancora.

Ma se lo fai, non cercare colpevoli, non cercare alibi, non cercare affronti né colpe, tue o di altri. Non cercare ancora di fuggire il momento, la vita che stai vivendo ora. Non serve più.

Fallo invece, se puoi, per assolvere i tuoi genitori, che sono il frutto delle tue antiche ferite, non la causa.

Come il pescatore che dall’alba del giorno ha gettato la rete, è ora per te di ritirarla e osservare i frutti del tuo lavoro.

Osserva le tante esperienze che hai fatto qui, osserva i volti, le situazioni, osserva tuo padre e tua madre o il ricordo che hai di loro, osserva i tuoi fratelli, i tuoi amici, osserva il tuo mondo, osserva la tua storia.

Lo vedi come tutto è stato perfetto?

Vedi come ogni filo fa parte di un tappeto magistralmente tessuto dalla tua anima?

Come ogni frammento è la tessera di un puzzle?

Come ogni fotogramma è la scena di un film?

È ora di andare oltre e vedere la verità.

Non c’è niente e nessuno da dover ancora perdonare, tutto è andato esattamente come doveva andare.

Nessuno ti ha fatto niente.

Nessuno ti ha calpestata o ti ha mancato di rispetto.

Nessuno ti ha rifiutata o abbandonata.

Non esiste nessuno, esisti solo tu.

Quello che hai sperimentato non era reale, eri sempre tu.

Hai perfettamente eseguito ciò che eri venuta a fare e ora, che è tempo di tornare, che è tempo di ricongiungerti finalmente al mare, senti i tumulti interiori che lentamente si placano.

Senti la tensione che scema, la voglia di lottare che cala.

Come una stagione che per natura doveva finire, accogli la neve che cade sulla tua storia e la osservi con gli occhi del cuore.

Sei pronta ora per una stagione del tutto nuova Anima antica, sei pronta per un nuovo sole.

Georgia Briata
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 12:07 pm

La solitudine spesso è il passaggio che prelude a una grande svolta nella Vita. È un momento forte in cui tutto ciò che prima avevi intorno si fa largo, è come se si spegnesse in palcoscenico e tu resti li al buio con una luce fioca.
TI sorprendono i ricordi di tutto ciò che hai vissuto fino a quel momento. Anche se una parte di te tira un sospiro di sollievo per una pressione allentata da parte di qualcuno, l’altra pone tutto il potere sulla sensazione di esser stata abbandonata, di sentirsi rifiutata, ad un tratto invisibile. Ecco che se la vivi come una condanna la bambina, il bambino, che ce dentro di te aumenterà il suo pianto e la sua tristezza. Ha creato tutto questo per essere finalmente visto e coccolato da te. Ha creato tutto questo perché chi aveva intorno, fino al momento prima, lo teneva sul filo del ricatto emotivo: TI amo per ciò che fai e non per ciò che sei. Ha parlato ma non ha avuto il coraggio di dire ciò che sentiva davvero, per quel bisogno di approvazione che una creatura chiama quando giunge in un mondo in cui tutti appaiono più grandi e sembrano capirne più di lui. Ha parlato ma non si è sentito ascoltato. Chiamava chi sapesse comprenderlo oltre le parole, lui che sentiva le emozioni di tutti, aveva voglia che qualcuno si spingesse oltre un confine per abbracciare il suo cuore. Ecco quel bimbo ha fatto clik come il regista che prende pausa nel girare un film. Così non funziona, così non sono felice si è detto.fermiamoci ti ha sussurrato. Lui ti prende la mano e ti dice ascoltami ma tu non lo guardi . Pensi ai personaggi usciti dalla scena. Ancora qualcuno più importante di lui. Ha fatto tutto questo per creare un momento di Verità per te. In cui risale la rabbia..si molta quella repressa, quella di un bimbo che ha mandato giù bocconi amari perché ha dovuto vivere nello sforzo di dover dimostrare qualcosa. Non giudicarla quella rabbia. Non proiettarla ancora fuori. Ora sei tu a faccia a faccia con quel bimbo. Sei tu che puoi abbracciarlo per scioglierla e farla divenire Forza. Risale la tristezza, l insieme dei broncetti accumulati per tanti abbracci che desiderava, per un accoglienza che chiamava ma che non ha sentito arrivare nel suo profondo a nutrirlo.
Rifiuto abbandono invisibilità sono dinamiche che si manifestano finche in Te non metti in luce le reali parti: Tu che sei divenuto grande, puoi essere ora genitore di te stesso e quel bambino dentro di te. Tu che finalmente puoi donargli tutto ciò che ancora aspetta ed elemosina dall’ esterno. Se tu lo fai e soffierai amore sulle ferite del suo cuore, cambierà una matrice di fondo. Non ci sarà più una vita fondata su una radice di mancanza, ma ci sarà una radice di compimento. Di incontro.
Ecco che questa solitudine l’ hai creata per ritrovarti, perché hai avuto il coraggio di rompere i vecchi schemi e anche se sembra che l’ hai subita in realtà la tua anima ha fatto in modo che accadesse. Ne aveva abbastanza di quei rapporti. Di quelle maschere, soprattutto le TUE. Vuole essere nuda ed essere se stessa. Vuole concederselo. Non vuole sprecare altro tempo. Come ha saputo chiudere un sipario non aver dubbi che sarà in grado di aprirne un altro, questa volta un film in cui l’ Amore fluisce e sboccia nella Gioia. Ma vuole che tu ti accorga di essere protagonista e regista insieme a lei. Quel sipario si riapre con l amore per te stesso, con l autoriconoscimento, con il PERDONO a te e a tutti (ti hanno condotto qui oggi di fronte a te stesso, a quell’ appuntamento per Ri-Nascere: dovevi approvarti e VEDERTI TU) , con un ruggito di un leone che è stanco di essere in gabbia e vuole regnare all’ aperto senza doversi travestite da qualcosa che non è. Il ciak di ri-inizio aspetta a te,, ora dietro le quinte cambia costume. Vesti quel bimbo di amore e riconoscenza e donagli tutto ciò che merita. Entra in scena con lui stavolta e date vita allo spettacolo che custodisci nel cuore.
Sara Surti
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 12:17 pm

Una vecchia leggenda Visnuista narra di un tempo in cui tutti gli uomini erano potentissimi Dei, che a causa dell’ego smisurato abusarono della loro Potenza Divina al punto di spingere Brahma, capo degli Dei, a prendere la decisione di togliere loro la scintilla divina di cui tanto hanno abusato e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata…
A questo punto sorse un grande dilemma: quale luogo ha la caratteristica di essere così difficile da raggiungere da risultare un ottimo nascondiglio? Le altre divinità, a questo punto, vennero riunite a consiglio per valutare il problema appena insorto e, dopo aver ragionato bene sulla questione, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fhondo alla terra”. Brahma prontamente obbiettò: “No, non basta, perché l’uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei risposero: “Bene, allora affonderemo la sua forza nell’oceano più profondo”. Ma Brahma si oppose ancora: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie”. Allora gli dei minori conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perché sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”. Così a Brahma venne un idea e la espose replicando: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo. La nasconderemo nelle profondità del suo stesso essere, perché non penserà mai di cercarla proprio lì”. E da allora, conclude la leggenda, l’uomo è andato su e giù per la terra, arrampicandosi, tuffandosi, esplorando e scavando, per cercare qualcosa che invece aveva sempre racchiusa in Sé. il significato della leggenda è molto semplice: ogni cosa che l’uomo cerca nel mondo (amore, accettazione, sicurezza, felicità…) è riconducibile alla sua realtà divina e solo trovando quest’ultima è possibile avere tutto il resto come conseguenza. Agli occhi delle persone che non si sono mai interessate prima d’ora alla ricerca spirituale potrebbe sembrare un’ assurdità il pensiero di poter trovare ciò che cerca solo interiormente, ma se ci riflretti un attimo non sarà dificile concludere che qualsiasi cosa possa essere trovata all’esterno di noi non è durevole, poiché dipende dalla dimensione materiale, in cui ogni cosa muta costantemente.
Se, ad esempio, riusciamo ad ottenere la felicità grazie ad una persona, dal momento che le strade si divideranno – cosa che accadrà inevitabilmente prima o poi, sia pure con l’abbandono del corpo fisico – ci sentiremo estremamente infelici. Allo stesso modo, se affidiamo la nostra autostima alla carriera, qualora dovessimo perdere l’impiego, arriveremmo a credere di essere delle nullità. In sintesi, tutto quello che è legato ad un oggetto esterno provoca dipendenza dall’oggetto stesso e, poiché viviamo in un mondo caratterizzato dall’impermanenza, ciò che vi troviamo è destinato a cessare quando la situazione cambiarà. Molto spesso non dobbiamo nemmeno aspettare di perdere l’oggetto esterno per veder cessare l’effetto che ha avuto su di noi, infatti l’ambizione a qualcosa di nuovo non tarderà ad arrivare ed il reale appagamento rimarrà nascosto insieme alla scintilla divina dell’uomo; è proprio questo a provocare lo stato di frustrazione che quasi ogni uomo conosce. Per contro, se riusciamo a trovare in noi stessi l’amore, la gioia, l’autostima e tutto ciò che siamo abituati a cercare nel mondo, questi sentimenti saranno i petali dell’infinito fiore divino che si trova nel profondo di ogni uomo, per questo saranno incondizionati e profumeranno di eternità. Nascondere la scintilla divina nel profondo dell’uomo è stata una mossa astuta, non perché lì sia realmente impossibile trovarla, ma per arrivarvi è necessario andare oltre le illusioni della mente duale e dell’ego, ottenendo una saggezza con la quale, una volta ritrovato il potere, sarà impossibile abusarne. Ma come si può scendere in profondità dentro di sé? Con la meditazione! Ogni disciplina o corrente di pensiero indiana rappresenta lo sforzo di creare un percorso attraverso il quale è possibile realizzare il proprio essere, riscoprendo in sé la propria divinità per liberarsi dal vincolo alla dimensione terrena e le sue illusioni. Ciascuna filosofia ruota attorno ad una strada unica, diversa dalle altre, e nessuna di esse è sbagliata, ma ciò che funziona per un individuo può non essere di alcuna utilità ad un altro. Per questo affermiamo spesso che il percorso verso casa è strettamente personale: possiamo prendere spunto da ogni scuola di pensiero che riconosciamo affine al nostro essere, trovare ciò che c’è di vero in ogni filosofia ed aggiungerlo al proprio bagaglio interiore, ma lo strumento migliore che abbiamo per orientarci in questa “giungla” di informazioni è il nostro sentire.
Fonte: http://www.ilsapere.org/leggenda-induista-della-verita-nascosta-nelluomo/
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 12:20 pm

La speranza è una qualità umana che conosciamo tutti, più siamo disperati, più cadiamo nella trappola della speranza, una qualità che quando gestita dalla mente, diventa una sorta di atteggiamento ottimistico che diluisce la sofferenza per rallentare quella presa che ci toglie il fiato, almeno per un po’, anche se crea aspettative e fa sognare un futuro migliore che probabilmente non si realizzerà mai, perché la verità è: non siamo in grado di “lasciarci andare” accettando il presente totalmente per quello che è, perché la mente lo giudica insoddisfacente, pauroso, inaccettabile o non degno di essere vissuto.
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 12:29 pm

La nascita del Cristo (sé superiore) rappresenta un avvenimento che si ripete ogni anno nell’universo (per alcuni è già nato, per altri nascerà fra poco, per altri non nascerà che fra qualche secolo), ma che si può verificare simbolicamente dentro di noi in ogni istante della nostra esistenza. Da secoli si ripete questa storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso.
Per esempio Giuseppe e Maria sono due simboli della vita interiore: il padre Giuseppe è l’intelletto, lo spirito dell’uomo, il principio maschile; la madre Maria è il cuore, l’anima, il principio femminile. Quando il cuore e l’anima sono purificati lo Spirito Santo (l’Anima Universale) sotto forma di fuoco (amore divino) viene a fecondare l’anima ed il cuore dell’essere umano e nasce il figlio. La stalla e la mangiatoia rappresentano le povertà dell’anima e le difficoltà che l’uomo incontra per raggiungere la spiritualità. E che cos’è la stella? È l’uomo stesso. Un pentagramma vivente che deve esistere in duplice forma (ciò che è in alto è come in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto).
Quando l’uomo ha sviluppato in pienezza le cinque virtù (amore, saggezza, verità, giustizia, bontà) un altro pentagramma (la stella luminosa) lo rappresenta sui piani sottili. Quella stella che brillava sopra la stalla rappresenta appunto la luce cristica che ogni essere può far brillare dentro di sé. Anche i grandi capi religiosi (Melchiorre, Baldassarre e Gaspare) sentono che non sono ancora giunti a quel grado di spiritualità che credevano, per cui vanno ad apprendere, ad inchinarsi ed a portare in dono oro, incenso e mirra: l’oro significava che Gesù era re (il colore giallo è il simbolo della saggezza), l’incenso significava che era un sacerdote (l’incenso rappresenta il campo religioso, il cuore e l’amore), la mirra il simbolo dell’immortalità (ci si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla decomposizione).

I Re Magi hanno quindi portato dei doni che hanno un legame con i tre mondi: pensiero, sentimento e corpo fisico. In quella stalla vi erano solo il bue e l’asinello. Perché? La stalla rappresenta il corpo fisico ed il bue, come il toro, anticamente è stato sempre considerato come il principio generativo (in Egitto, per esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e della fecondità). L’asino, invece, rappresenta la personalità (la natura inferiore dell’uomo). Questi due animali erano là per servire Gesù. Quando l’uomo comincia a compiere su di sé un lavoro per la sua evoluzione, entra in conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità. L’iniziato è appunto colui che è riuscito a dominare queste due energie ed a metterle a suo servizio, ma non le reprime in quanto sono energie straordinariamente utili se messe all’opera sotto il giusto controllo.

Il Natale dunque ci ricorda che il significato dell’esistenza umana è quello di risvegliare il sé inferiore al cospetto dell’anima e ciò avviene, all’inizio, mediante l’arte di vivere. Questo è un processo che comporta prove ed errori (spesso attraverso l’esperienza della sofferenza come illusione che infine conduce verso la verità immanente). Ciò è ottenuto gradualmente tramite un riorientamento dei desideri e, in una fase successiva, l’identificazione con il sé superiore.
https://camminanelsole.com/significato-esoterico-del-natale/
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 12:31 pm

Se sei depresso stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Sei sei in pace, stai vivendo nel presente. – Lao Tzu
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 5:30 pm

I 12 SANTI GIORNI DELL’ANNO Il 25 dicembre, giorno di Natale, pone fine al Solstizio d’Inverno (21 dicembre), ovvero il momento in cui il Sole, raggiunto il punto più basso sull’orizzonte, ricominciare a salire. Questa data segna l’inizio di un periodo dell’anno profondamente signi­ficativo che corrisponde ai dodici giorni compresi tra il giorno dopo Natale e l’Epifania.
Questi giorni racchiudono in sé il cuore spirituale del futuro anno e sono chiamati a giusta ragione, “i Giorni Santi dell’anno”. Ciascuno dei dodici giorni santi è sot­to la direzione di una delle dodici Ge­rarchie Celesti, a cui fanno capo i Segni zodiacali che influiscono con le loro energie su alcuni parti e centri spirituali (chakra) del nostro corpo: il tempio dello spirito.
Desideriamo pertanto indicare il modo migliore per essere in completa armonia con le dodici forze zodiacali che impregnano la Terra durante questo periodo. Lo studente sincero potrà perciò beneficare di questo periodo sacro per meditare sulla vita e le opere dei Discepoli e dirigere le energie spi­rituali dei vari Segni zodiacali verso le parti del corpo o i centri spirituali, armonizzandoli con esse. Se anno per anno sarà perseverante, non mancherà di essere ri­compensato sotto forma di crescita spi­rituale.
Dopo il Solstizio d’Inverno (21 dicembre), il nostro pianeta è permeato dalle potenti radiazioni della Luce Cristica, che continuerà a manifestarsi con forza fino all’Epifania. Numerose e meravigliose sono le attività che si svolgono nei mondi spirituali in questo periodo. In questo lasso di tempo, è perciò più facile entrare in contatto con gli Esseri Divini e il Cristo, Signore della Luce.
Nelle tenebre dell’epoca attuale, l’uo­mo ha perso il contatto con la Luce Cri­stica e con la luce di rinnovamento spi­rituale di questi giorni. Coloro che desiderano crescere spiritualmente sono chiamati a risco­prire nuovamente questo contatto e a farne una parte vitale nella loro vita di tutti i giorni. A questo scopo possono servire le seguenti meditazioni, per ognuno dei dodici giorni santi dell’anno, e durante i giorni in cui domina il Segno zodiacale ad esso correlato.
Si consigliano gli aspiranti di meditare sul significato profondo dei brani biblici proposti durante il giorno indicato e tutti i giorni in cui sono attivi i ritmi del segno Zodiacale correlato.
ARIETE (26 dicembre e dal 21 mar­zo al 20 aprile) : “Vedi, faccio nuove tutte le cose”

TORO (27 dicembre e dal 21 aprile al 20 maggio) : “Colui che dimora nell’amore dimora in Dio”

GEMELLI (28 dicembre e dal 21 maggio al 21 giugno): “Sii calmo e sap­pi che lo Sono Dio”

CANCRO (29 dicembre e dal 22 giugno al 22 luglio): “Se camminiamo nella luce, come Egli è nella Luce, avremo comunione l’uno con l’altro”

LEONE (30 dicembre e dal 23 luglio al 22 agosto): “L’Amore è l’adem­pimento della Legge”

VERGINE (31 dicembre e dal 23 agosto al 22 settembre) : “Colui che vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti”

BILANCIA (1 gennaio e al 23 settembre al 22 ottobre) : “Conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi”

SCORPIONE (2 gennaio e dal 23 otto­bre al 21 novembre): “Felici coloro che sono puri di cuore, perché vedranno Dio”

SAGITTARIO (3 gennaio e dal 22 novembre al 20 dicembre): “Voi siete la Luce del Mondo”

CAPRICORNO (4 gennaio e dal 21 dicem­bre al 19 gennaio): “Possa il Cristo formarsi in Voi”

ACQUARIO (5 gennaio e dal 20 gennaio al 18 febbraio): “Voi siete miei amici”

PESCI (6 gennaio e dal 19 febbraio al 20 marzo): “Così Dio creò l’uo­mo a Sua immagine e somiglianza”
https://camminanelsole.com/le-dodici-notti-sante-dal-26-dicembre-al-6-gennaio-ed-12-segni-zodiacali/
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Lun Dic 25, 2017 8:24 pm

Fare un viaggio dentro la materia è emozionante, proprio per capire – a mio avviso – la sua inconsistenza.
Qualunque cosa fatta di materia, come si sa, è in realtà un composto chimico di atomi e molecole, unitesi in modo “unico” e generanti ogni volta forme e caratteristiche differenti per qualunque elemento del “creato”. Ogni tipo di materia, dunque, è composto sempre dalle stesse “pedine”, combinate solo in modo diverso a seconda degli atomi.
Ma di cosa sono fatti questi atomi? Come molti sapranno gli atomi sono composti da una differente combinazione di protoni, elettroni e neutroni, ovvero piccole costruzioni che non si toccano mai, che fluttuano sempre le une intorno alle altre e che si attraggono, respingono, o si “neutralizzano” proprio come avviene tra tutti gli altri esseri viventi. Questi piccoli elementi oscillano in una direzione ben precisa, nonostante le distanze e i giochi di ruolo.

Ma se a scuola ci insegnano troppe volte che il tutto finisce qui, c’è un passo ulteriore che va menzionato e che cambia completamente la visione di tutta la nostra realtà: protoni, elettroni e neutroni, infatti, sono a loro volta costituiti da elementi ancora più piccoli, a cui è stato dato il nome di quark. E la cosa incredibile… è che questi quark non sono altro che luce!

Dunque la materia si compone, nella sua essenza, di punti di luce che ruotano gli uni intorno agli altri, in uno spazio praticamente vuoto. Ciò significa che QUALUNQUE cosa, da una montagna a un animale, a un vegetale fino a un essere umano, è composta nella sua essenza da scintille di luce per niente solide. Perciò possiamo dire che siamo tutti… fatti di luce!
Niente è davvero solido come i nostri occhi – fatti anch’essi da scintille di luce – osservano in ogni momento. Quando si capisce tutto questo, i confini della materia si dissolvono, aprendo la strada a tante possibilità che la scienza tradizionale – almeno quella più ottusa – tende ancora ad escludere proprio perché ferma alla materia “solida”.

Un’altra teoria a proposito, parla non di quark ma di stringhe. La sostanza però è sempre la stessa: siamo sempre davanti a una minuscola particella di energia – luce – che fluttua in uno spazio apparentemente vuoto. I puntini di luce, quindi, si “mettono insieme” formando elettroni, protoni e neutroni: alcuni si dispongono intorno a un centro comune, che prende il nome di nucleo atomico.

E’ così in sostanza che ha origine la materia. Il sistema periodico degli elementi, quindi, altro non è che il numero delle varie squadre di punti di luce scoperti finora dall’uomo. Il corpo di luce da sempre viene identificato con l’anima, praticamente in tutte le religioni. E questo è un elemento del puzzle molto importante, ovviamente. Shakespeare diceva che “siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”… mai frase fu più azzeccata, se ci pensate bene. Parafrasando Einstein, infine, per lui la materia era solo un’illusione, persistente… ma pur sempre un’illusione.
https://camminanelsole.com/siamo-fatti-di-luce/
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Mar Dic 26, 2017 11:21 am

Riflessioni sulle personalità Saturno integrato e rimosso
E’ cosa nota che esistano tanti tanti pregiudizi sul famigerato Saturno, io provo un misto di fascinazione, reverenza e ammirazione per questo simbolo così complesso, definito dall’astrologia classica come il Grande Malefico in confronto al Grande Benefico – Giove – suo contraltare. Risulta comprensibile non sentirlo così simpatico, le parole come privazione, sacrificio, merito, sforzo, fatica, non sono amate ed anche se nella favola della Cicala e la Formica, hanno cercato di farci tifare per la saggia formica punendo la cicala canterina, in profondità, ognuno di noi continua a pensare che cantare per una sola estate, non sia poi così male, invece di fare una vita da formica. Inoltre, com’è possibile parlare con scioltezza e simpatizzare con ciò che noi esseri umani identifichiamo solitamente come Ombra? La Luce presenta un’attrattiva di gran lunga più succulenta, associata alle immagini di buono, giusto e bello e l’ombra proprio perché così definita, ha una connotazione malefica, oscura, minacciosa e alla lunga anche “cattiva”. L’archetipo di Saturno, giace, soprattutto per noi stessi a lungo nascosto e compatto come un nucleo di energia super concentratain cui sono racchiuse tutte le nostre paure più remote e richiede un grande lavoro di scavo, proprio per andare a mettere in luce ciò che non si vede. Protetto e ben celato, si annida questo nucleo come fosse all’interno di una noce, non si vede, il guscio duro lo protegge, fino a farci confondere con esso e farci dimenticare il suo contenuto morbido e vulnerabile insito all’interno.

Premettendo inoltre, che i transiti dei cicli di Saturno, sono i più temuti e non sono per niente facili, sento il dovere di fare alcune riflessioni che mi giungono in questi ultimi giorni. La mia domanda è: è possibile identificare le possibilità evolutive di un Tema Natale grazie a Saturno? Quanto Saturno può bloccare e inibire e invece quanto essere il Grande Maestro per portarci a fare un salto considerevole di consapevolezza?


Proviamo a immaginare per un attimo se il simbolo evolutivo rappresentato da Saturno non ci fosse, e quindi non esistessero esperienze con l’autorità, le regole, il controllo, la struttura. A livello collettivo, magari saremmo tutti felici nel paese dei Balocchi di Pinocchio, ma forse non saremmo nemmeno in grado di allacciarci una scarpa perché non avremo nessuna spinta a cercare di sviluppare le nostre capacità, la nostra autonomia e un qualche livello di maturità e indipendenza. A livello individuale, com’è dunque un Tema Natale e una persona che non è in contatto con questo archetipo, un individuo con “scarso Saturno”?
Ricordando che già per ognuno di noi, scoprire il contenuto della noce, riuscendo a spaccare il guscio, senza compromettere il nucleo, è cosa già difficile, non è dunque sempre facile anche guardando un Tema, senza parlare con la persona, capire a che punto è della sua esistenza e dove il suo Io cosciente si colloca nel grande disegno. Comprendere se una persona ha rigettato più di un’altra Saturno nell’ombra, non è così chiaro da un Tema Natale, se non si parla direttamente con le persona e la sua esperienza di vita. Lo si potrà comunque provare a identificare inizialmente con una presenza di segni (soprattutto fino ai pianeti personali), che non siano colorati da Saturno (quindi Capricorno, Bilancia Vergine e Acquario), inoltre se Saturno riceve pochi aspetti o è isolato, si trova in Casa VII o XII, se vincono come numero e in aspetto ai Luminari, gli aspetti di Giovee altri segni più gaudenti, presenza maggiore in segni Cardinali e Mobili, elementi dominanti Aria e Fuoco, ma anche qui si dovrebbe studiare caso per caso.
Ho notato, che si tende a sottovalutare la scarsa integrazione di Saturno, viene demonizzata di più la personalità con grande identificazione con esso. Come se ci fosse la convinzione che il Saturno “nascosto”, sia meno problematica, del Saturno manifesto. Forse ai fini della simpatia, e della personalità apparente, il secondo caso, che possiamo chiamare la Cicala, di primo acchito risulta più simpatico, anche se come nella favola, le conseguenze si vedono a lungo termine, quando “giunge l’inverno”. Saturno il Grande Vecchio, se accettato e compreso nel suo processo lento di maturazione, è nella seconda parte della vita, nell’Età dell’Oro (mito di Kronos – Saturno), che regala i frutti alle formichine, maturati con gli sforzi, le prove e i sacrifici nel corso della vita.
L’estremo opposto alla personalità Cicala, è la personalità fin troppo Saturniana che non è riuscita ancora a trasformare l’archetipo in maniera sana e più morbida; pecca di rigidità con se stessa e il mondo esterno, vittima di un Super Io imperante e la rimozione di ogni fragilità e debolezza emotiva – spesso direttiva e giudicante, con una durezza compensatoria, il guscio duro volto a proteggere un’Io vulnerabile che ha dovuto difendersi e corazzarsi alla vita fin da una giovane età. Vive con uno spesso strato di pelle, come per le foche, che le permette di sentire meno gli stimoli che giungono dall’esterno e schermarsi dal dolore. Le emozioni possono rimanere al di fuori della coscienza e non rappresentano più un pericolo, (anche se inconsciamente terribilmente temute) e da qui la durezza di carattere. Da qui il passaggio a non essere in contatto con il proprio nucleo emozionale e di conseguenza anche con quello altrui, è veramente breve, ed è per questo, che la difesa attuata dall’Io da bambini, diventa gabbia e se non spezzata, può produrre quello che viene ritenuto come “Il Male”. La persona ha congelato i propri sentimenti ed è divenuta insensibile, l’insensibilità produce indifferenza nel causare altro male, e così via.

“Il collegamento fra il male ed insensibilità diventa più chiaro se esaminiamo i meccanismi di difesa che operano nella psiche umana. Quando un bambino si sente rifiutato, ferito, quando i suoi bisogni non vengono soddisfatti, in genere si difende cercando di non sentire le sue emozioni, di ridurre la sua sensibilità. Questa forma di protezione si rivela spesso utile ed efficace. Inoltre, quando l’ambiente in cui vive è confuso ed invia messaggi contraddittori, anche il bambino si sente confuso e reagisce con emozioni contraddittorie. Egli non può tollerare una situazione del genere ed anche in questo caso reagisce cercando di non sentire, in quanto questo è per lui l’unico modo per difendersi dagli impulsi e dalle emozioni contraddittorie che non riesce a comprendere.

Questa difesa è realistica e raggiunge il suo scopo nel caso del bambino, ma diventa irrazionale e distruttiva, quando viene mantenuta anche molto dopo che le circostanze dolorose sono terminate. Quando l’individuo rimane insensibile anche in età adulta, quando ormai non è più un bambino impotente, crea le basi per la nascita del male.

Essere insensibili verso il proprio dolore significa necessariamente esserlo anche nei confronti di quello degli altri.” (Eva Pierrakos).
Saturno nella sua parte ombra è più facilmente riconoscibile anche con tratti di freddezza, controllo, distacco, poca leggerezza, comando, disciplina, regole ferree, poco spazio alle emozioni, carico di responsabilità, insensibilità, ma queste, come dicevo sono le caratteristiche che i Saturniani, hanno dovuto assumere come struttura difensiva, in genere per la prima parte della vita. Adultità precoce, senso del dovere spiccato, paura di perdere il controllo, andranno a sciogliersi e a dare i loro frutti, nella seconda parte dell’esistenza, se la persona avrà preso coscienza di quali muri rigidi ha dovuto ergere per poter crescere e s’impegnerà a provare a modificarli.
I Temi di questo tipo sono costellati da un Saturno importante, può fare molti aspetti con i pianeti personali, i due luminari soprattutto, Sole e Luna – o essere posto ai quatto angoli del Tema, specialmente Casa I e Casa X. Dominanti nel Tema segni come Capricorno, Vergine, Acquario, un Giove scarsamente aspettato o in posizione cadente, presenza di segni fissi, uniti a prevalenza di segni in elementi Terra e Acqua. Personalità più introverse, con difficile contatto con la vitalità istintiva (Fuoco) o la leggerezza (Aria).


Avete mai pensato invece a cosa porta il non essere del tutto in contatto con Il Grande Vecchio -Saturno? Le origini e la cause biografiche possono essere le medesime: mancato supporto di una o entrambe le figure genitoriali, un’interiorizzazione distorta della prima autorità che abbiamo conosciuto, (figura del padre), mancato riconoscimento del nostro merito, assenza di giusti riferimenti e regole sane a cui potersi riferire, ma le conseguenze da adulti possono essere molteplici.
Possiamo avere tra i vari casi ed eccezioni, due grandi filoni opposti ma complementari: L’Indipendente pseudo autonomo Saturniano e il Co – dipendente, con Saturno in ombra, o rimosso. Per il primo caso, la cattiva interiorizzazione di Saturno, ha sviluppato per eccesso un Super Io organizzativo e direttivo che ha organizzato la personalità che in questo modo si è potuta dare una certa sicurezza e autonomia presunta (mancando dall’esterno). Dall’altro, il caso che ha sviluppato la funzione opposta: Saturno è stato rigettato nell’ombra e la personalità risulta completamente in balia dei “Saturno” che incontra all’esterno di sé; autorità, struttura lavorative, insegnanti, capi, partner. Questi casi sono quelli, che generalizzando ovviamente, brillano meravigliosi nel loro lato Peter Pan – Puer sviluppato in maniera prodigiosa: fantasiosi, pieni di idee, progetti, utopie, sogni, non costruiscono mai del tutto, lasciano porte aperte, spiragli possibilità e appena qualcosa rischia di dargli una forma definitita (Saturno), sono già in volo verso nuovi lidi.

Per i Saturniani – Senex è facile incantarsi ed essere affascinati da individui che non mettono come primo cosa il senso del dovere, ma sanno portarti verso i lati della vita che si occupano del godimento e del piacere. Per gli adulti dovuti crescere in fretta, è un richiamo allettante come carta moschicida e in una relazione che ha come base questa polarità, in un primo momento tutto sembra meraviglioso; la zavorra di colpa e responsabilità che pervade la personalità con il carico di Saturno, può felicemente contattare il lato infantile rimosso tramite il partner – A sua volta, il fanciullo divino Peter Pan, può ritrovare l’adulto che non ha ancora sviluppato dentro di sè ed averne meno paura.
Spesso gli adulti precoci del primo caso, che non hanno mai saputo giocare né hanno potuto, respirano quella leggiadria di cui sono stati privati, mentre i giovani Peter Pan, che non hanno un rapporto costruttivo con il lato adulto della vita, con il tempo, e la realtà, se non in forma inconscia, sono profondamente rassicurati dalla praticità del loro partner, possono così appoggiarsi alle loro regole (per poi criticarle come adolescenti ribelli in un secondo tempo), adattarsi al loro ritmo, e alla struttura, stabile, contenitiva e rassicurante che gli viene offerta.

Nei rapporti di coppia di questo tipo, la dinamica risulta molto evidente e chiara con l’andare del tempo, i ruoli che andranno a riformarsi saranno quelli di genitore e figlio e ognuno dei due sentirà una forte pressione che riattiverà ferite antiche e il vissuto non risolto che è reso manifesto nella relazione che si è, non casualmente attirato. La personalità Saturno, accuserà di nuovo lo stesso carico di quando era piccola, e vivrà nel partner la stessa irresponsabilità e non sostegno della figura genitoriale, di cui a suo tempo, si era fatta carico, diventando responsabile prima del tempo. Il Partner Puer – fanciullo – figlio, si sentirà invece additato di essere ancora quel bambino incapace, irresponsabile e sotto accusa, delusivo e inconcludente, ruolo in cui era stato “schiacciato”, e rivivrà la ferita antica del genitore giudicante di allora, (Saturno esterno o rimosso), contro cui opporre tutta la sua ostinata ribellione infantile, intrisa di sentimenti di inadeguatezza, rabbia e sensi di colpa. In queste relazioni, in cui in genere c’è una grande co-dipendenza, ognuno si sente limitato, ferito e strattonato dall’altro, ma in verità c’è la grande occasione offerta dagli incontri: il riconoscimento tramite l’altro della nostra parte ombra da trasformare.

Le relazioni di questo tipo in verità ci mostrano che noi siamo un intero: la parte ombra di ognuno di noi rappresentata dall’altro, è in noi. I Saturniani, hanno in sé un bambino spensierato, irresponsabile e folle, che aspetta di uscire allo scoperto, e i Peter Pan, hanno al loro interno un lato rigido, normativo, e diffidente che non riconoscono. Solo permettendo a questi lati in ombra, rimasti però al loro stadio di sviluppo primario, dunque infantile, di uscire e svilupparsi in modo sano, possiamo non essere in nessuno dei due opposti estremi sopra descritti.

Saturno – capro – ombra, si incarica di interpretare questo ruolo. Con il suo guscio di noce ha dovuto preservare qualcosa che altrimenti si sarebbe deteriorato, ha congelato un aspetto psichico, per farci crescere sani. Un dolore perpetuato per un bambino non può essere sopportabile, Saturno censurandolo e facendoci rimuovere quel bisogno primario, ci ha fatto giungere dove siamo ora.

La prima coppia alchimia di opposti, regna all’interno di noi, più saremo in grado di accogliere e mutare i nostri rimossi e accogliere la nostra ombra, e meno attireremo dal di fuori relazionali disfunzionali.
La cosa forse più difficile da identificare, in una personalità che non ha integrato Saturno e lo rifiuta continuando a vederlo “fuori di lui”, è provare a scovarlo anche quando non è in relazione, ma quando è solo nelle piccole cose, nei minuscoli sabotaggi che mette in moto contro se stesso. Mentre nel caso della persona Saturniana, è più semplice forse per lei stessa e per chi la vede da fuori, accorgersi della sua rigidità, del carico di responsabilità e di pretese che butta su stessa. Basta un secondo a volte, per poter aprire la diga di emozioni dovute trattenere e la voglia per queste persone di mollare gli ormeggi (è la paura più grande ma il loro più recondito desiderio), riprendere la spensieratezza, il caos tanto temuto e il lato ludico della vita. Non è facile cambiare tutto d’un colpo, ma è possibile perché la grande opportunità offerta dalle crisi e dal riconoscimento di un ruolo dovuto interpretare, è il primo passo verso la consapevolezza e il raggiungimento di una grande libertà interiore. In genere liberarsi di Saturno e del guscio della noce, fa paura, ma è anche ritrovare quell’affettività e quel calore negati, darsi la possibilità di non dover più indossare un armatura e permettere agli altri di avvicinarsi.

Le personalità con Saturno rimosso, in genere sono, almeno in superficie, più serene, in contatto come Pinocchio, con il paese dei Balocchi e le mille e divertenti occasioni del mondo, per questo non una grossa attrattiva, andare verso il temuto Saturno, ed è più difficile riconoscere di aver un modello di comportamento infantile e una grossa insicurezza interiore. Il prendere coscienza della propria difficoltà a creare qualcosa di permanente e solido nella nostra vita, assumersi la responsabilità con costanza e maturità delle nostre azioni, accorgersi che gli ostacoli e i “cattivi maestri” che vediamo fuori, sono molte volte l’alibi per non affrontare le nostre insicurezze ed è uno dei modi con cui Saturno – ombra, opera, giocandoci dei bei trabocchetti.

Ho visto spesso persone con Saturno in aspetto disarmonico a Sole o Marte, autosabotare ogni tentativo di realizzazione di se stesso con una costanza impressionante. Ovviamente le cause erano sempre esterne e concrete davanti agli occhi: il corso di formazione intrapreso non era poi così interessante, il lavoro trovato era ingiusto e non si veniva considerati per il proprio merito, il capo era uno terribile e gli altri sono stati più fortunati di noi e hanno avuto l’occasione giusta. Ci vuole in genere molto tempo, prima di accorgersi di una certa responsabilità in mezzo a questi sfortunati avvenimenti. Ho notato molte volte come il non riuscire mai a fidarsi di figure di riferimento come possono essere professori, maestri, terapeuti, mentori e quant’altro, possa essere il lato opposto dei creduloni, ma altrettanto distruttivo. Non riuscire a provare a ricreare una figura interiore di autorità positiva, non permette nemmeno di trovare fuori quell’aiuto che può risanare la falsa concezione di sé. Infatti al di sotto della facciata Puer, dell’anima fantasiosa, allegra e giocosa, si nasconde, una vera e propria difficoltà a crescere e mettere insieme i due opposti interni – libertà, fantasia, curiosità a costanza, costruzione, realtà. Avendo vissuto nell’infanzia una figura che ha imposto con troppa veemenza un’autorità negativa, all’interno di sé, si continua a trattarsi come il genitore castratore. Da qui l’autosabotaggio, il ritrovarsi a non essere costanti nelle proprie imprese, a non avere sufficiente fiducia nel portarle avanti, ma come sottile difesa, non essere consapevoli della fragilità o insicurezza, ma concentrandosi spesso su un presunto nemico che si interpone tra noi, e il nostro successo.

Saturno è la nostra prova più grande, ma è anche il trampolino e la casetta di pietre costruita da Jimmi nella favola dei Tre Porcellini, l’unica che non è caduta durante il temporale, è costata più ore di lavoro, ma ha salvato i porcellini giocherelloni. Saturno è la prova dell’Eroe che vediamo nei miti e nelle favole, la valle più nera dove perdiamo ogni speranza. Differente dalle prove iniziatiche offertoci da Plutone, che hanno sempre a che fare con un passaggio nell’ombra ma in una modalità più trasformativa e catartica. Saturno è un maestro di responsabilità e non gioca di sorpresa, ma ci mostra esattamente il punto in cui siamo così come siamo. Saturno ci mostra in tutta la sua semplicità dove siamo rimasti bambini, dove non siamo cresciuti e le zone in cui abbiamo ancora delle dipendenze.

La nostra modalità di relazione o non relazione, definirà a che punto siamo con la nostra autonomia affettiva, la nostra realizzazione lavorativa definirà in che rapporto siamo con le regole della società di cui facciamo parte e quale contributo offriamo, i nostri guadagni ci mostreranno dove noi stiamo ancora chiedendo o offrendo al mondo come energia.
Ho iniziato a scrivere queste parole perché in verità volevo scrivere un fatto che mi era successo in questi giorni, e poi sono giunta a Saturno e non ho detto l’aneddoto. Io faccio parte delle personalità cosiddette più Saturniane, ho dovuto mettere vari scudi e rigidità alla mia vita fin dall’infanzia, causa responsabilità precoci e una grande pretesa prestazione su me stessa anche da adulta. Per lungo tempo ho attirato Peter Pan di ogni genere, lavori che non erano mai quello che volevo fare da grande, rimosso una grande fragilità, ma in tutti questi anni, i maestri Saturnini a cui invece mi sono affidata, mi hanno permesso di ritrovarmi, mi hanno letteralmente salvato e lentamente e passettino per passettino, ho abbattuto vari pezzi di muraglia per arrivare a dove sono adesso.

La cosa divertente, ( e solo ora posso riderci, un tempo non sarei riuscita), è di come certi schemi antichi possano ancora risuonare, in intensità minore, ma presenti e l’insegnamento di Saturno è sempre lì, è il viaggio di una vita intera in fondo. Bè insomma, succede che poco tempo fa sono andata a fare un ciclo di trattamenti di massaggi terapeutici, da una persona che si occupa non solo di schiena, ma anche dell’aspetto psicologico che sta a monte. La schiena è un grande simbolo Saturnino e dei pesi caricati sulle spalle. Bè ecco, ancora una volta, in un momento in cui avrei dovuto essere io la “paziente” e cioè colei che riceve, si abbandona e si fida in uno stato di totale passività pronta ad essere nutrita e a lasciar andare i pesi… caso vuole (ma il caso non esiste), mi sono trovata ad essere io ancora una volta la persona che ascolta e contiene. Ero lì, nuda e spogliata come un pollo .. ed ecco che dalle mani passava il massaggio, ma nel frattempo io avvertivo tutta l’agitazione e le parole della persona che mi faceva il trattamento che si stava sfogando su un fatto appena accaduto. Ero ancora Saturno! .. Ero ancora una volta la persona che dev’essere il sostegno e non può essere sostenuta. Ancora in ascolto. Ancora a mettermi in secondo piano placando l’ansia di qualcun altro. In un primo momento ho risentito una grande rabbia.. poi dentro di me un sorriso; mi venne in mente quel che un giorno mi disse la mia prima astrologa che conobbi intorno ai 23 anni, quando ero completamente persa in un mare enorme e una scialuppa che andava a fondo mi disse “Mia cara Anna, se tu hai questo carico è perché puoi portarlo, tu sei già autonoma, non devi cercare di trovare altri appoggi che non siano in te, tu non hai bisogno di essere guidata, hai già le tue risposte. Accogliti tu stessa, accetta questo ruolo con felicità e fanne qualcosa di grande prendendo insegnamento da chi non è stato in grado di essere sostegno per te per evitare di rifarlo”.

Non credo che farò ancora massaggi da questa persona, mi sono data un’altra possibilità ma è successo nuovamente e mi sono trovata ancora ad ascoltare. Non mi sono arrabbiata, nemmeno l’ho vissuto come un oltraggio spaventoso, siamo umani, e forse la sua umanità ha potuto esprimersi in questo modo, la mia cura verso me stessa e la consapevolezza di non voler più ricevere sale sulla mia vecchia ferita mi permetterà di muovermi in altre direzioni. Starò attenta a non fare la stessa cosa alle persone che chiederanno il mio aiuto.

Una parte di me ha cercato ancora quelle mani che nell’infanzia non mi hanno protetto, accarezzato, amato come volevo, ma il messaggio Saturnino è ancora una volta chiaro, quelle mani antiche … non torneranno più nel modo in cui io le vorrei, proprio per il fatto che la richiesta arriva dalla mia bambina dell’infanzia. Avevano senso allora, ora, non per rassegnazione e nemmeno per dolore, ci si può inchinare a Saturno con immensa gratitudine, al suo insegnamento, abbracciando il senso delle capacità che ci ha insegnato e nella meravigliosa opportunità di cui ci fa dono. Nel mio caso e non solo mio, essere il sostegno per me stessa e per chi chiederà il mio aiuto, sorridendo alla bambina bisognosa ma lasciandola andare nel passato, provando a darle vicinanza, con leggerezza, sorrisi e bellezza.

Approfittiamo dell’ingresso di Saturno nel Capricorno del 20 dicembre 2018 che permarrà nel segno fino al 2020. E’ quindi giunto il momento per trovare il proprio Maestro Interiore, far pace con tutti i cattivi padri, maestri, guri, interiori, del passato e del presente. Nutriamo la fiducia di poter essere in cammino alla ricerca del nostro credo interno, onoriamo i nemici che incontriamo sulla strada, i cattivi maestri che possano insegnarci come noi non vogliamo essere, e quindi sono fondamentali nel nostro cammino. Io sto capendo questo, ogni persona incontrata è stata per me un messaggio importante per poter imparare qualcosa di me stessa lungo il cammino.. ma questo già so, maestri saggi anche voi di voi stessi, che lo sapete già.



Buon viaggio Saturnino a tutti,

Anna Elisa Albanese
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Leone il Mar Dic 26, 2017 8:24 pm



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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Cyber il Gio Dic 28, 2017 10:23 pm

Quanta influenza ha L’INCONSCIO nel dettare i nostri comportamenti, i nostri gusti, le nostre scelte nella vita?

L’inconscio, è il vero regista della nostra esistenza, poiché gestisce le nostre “scelte emotive”. Capire come comunicare e interagire con esso ci aiuterà a comprendere meglio le nostre istanze profonde, quelle che hanno plasmato la nostra vita.
L’inconscio detta le nostre aspirazioni fondamentali e i nostri coinvolgimenti emotivi. Saper dialogare con l’inconscio apre possibilità realizzative infinite.

L’inconscio gestisce le regole e le leggi che determinano l’emotività e il coinvolgimento umano
Le emozioni possono essere positive, e ingenerare benessere, o negative, e causare malessere, ma la classificazione in positivo e negativo non appartiene all’inconscio, che riconosce solo il “coinvolgimento emozionale”, bensì alla mente razionale, abituata ad analizzare, confrontare e classificare in base ai risultati.

La sfera emotiva non distingue il bene dal male
L’inconscio accetta la sofferenza come la gioia ed è disposto a rimanere per anni in uno stato di dispiacere da cui trae, comunque, alimentazione emotiva, ma da noi vissuta come sofferenza.

È importante osservare che tutto ciò che nella vita ci coinvolge, ci appassiona, ci attrae è fatalmente dettato dall’inconscio. Dalla dinamica tra conscio e inconscio, tra esigenze reali ed emotive, nasce il divenire della vita di ciascun individuo e il formarsi della personalità.
IN QUESTA “ETERNA BARUFFA” IL VINCITORE È SEMPRE LUI, L’INCONSCIO

Ciò ci fa comprendere perché è così difficile ottenere le “mete razionali”, perché il “volere” non coincide spesso con il “potere”, come accade quando il nostro inconscio vuole cose opposte e “ci fa lo sgambetto”, così che ci troviamo a realizzare magari l’esatto contrario di quanto desiderato con la ragione.

Per funzionamento interno del nostro inconscio, noi siamo portati alla “COAZIONE A RIPETERE”
Siamo pertanto portati a ripetere continuamente i contenuti emozionali vissuti nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi in cui si è formata la nostra personalità.

In India per addomesticare un elefantino, lo prendono da piccolo e gli legano una zampa con una corda a un palo. Per due mesi l’elefante resta legato. All’inizio cerca di liberarsi, ma dopo due mesi non tenta più di liberarsi perché la corda ormai fa parte delle sue abitudini e lui non ci prova più a liberarsi.

Quando cresce diventa forte e, se volesse, potrebbe tirar giù tutto il palo o una casa intera! Eppure basta attaccargli una corda alla zampa senza fissarla da nessuna parte e l’abitudine acquisita lo porta a non provarci nemmeno a scappare perché ormai è convinto che non può liberarsi dalla corda.

Il 95% della nostra vita viene regolato dalla mente inconscia
Tutti noi siamo stati programmati come quell’elefantino con delle credenze che ci limitano, che ci inducono ad auto-sabotarci. E noi agiamo con queste abitudini da cui non possiamo liberarci, proprio perché non le vediamo!

Siamo limitati da programmi che abbiamo acquisito quando eravamo bambini. Questa non è una nuova consapevolezza ma è una cosa che si sa già da molto tempo e che ha a che fare con l’ambiente in cui cresciamo.

L’inconscio ci porta reiteratamente a ricercare e a rivivere proprio quelle esperienze emotive su cui si è plasmato durante il processo psico-evolutivo, ciò perché esso si nutre e riconosce specificamente quelle emozioni, senza distinzione tra piacere e sofferenza a esse correlati.

E’ legittimo chiedersi: ciò che facciamo è frutto della nostra volontà o del nostro inconscio? L’inconscio indica gli obiettivi, la parte razionale li persegue. Tutto ciò che ci piace è dettato dall’inconscio”

Come nasce la sofferenza?
E’ bene precisare che benessere o sofferenza non dipendono esclusivamente dall’inconscio, ma dall’interazione tra parte conscia e parte inconscia. In pratica, ogni condizione di sofferenza psicologica è frutto di un conflitto tra loro; viceversa, il piacere e il benessere psicologico sono frutto della coincidenza e armonia tra gli obiettivi di queste due entità.

Soltanto se l’inconscio non oppone resistenza al conscio, (il che accade quando siamo entusiasti, soddisfatti e felici, e sempre che non vi siano grosse difficoltà oggettive alla realizzazione del nostro desiderio), diventa facile raggiungere qualsiasi obiettivo. Per esempio, le cose per le quali abbiamo una predisposizione naturale ci riescono facilmente e senza troppi intoppi perché non abbiamo resistenze inconsce.

Per evitare che questo conflitto ci renda la vita difficile e priva di soddisfazioni e di successi, dobbiamo equilibrare la nostra mente con pensieri totalmente opposti cioè con pensieri positivi; Siccome i pensieri negativi sono spontanei perché nascono nell’inconscio come effetto di vecchie programmazioni collegate a credenze limitanti, è necessario riprogrammare l’inconscio: questa è la chiave delle guarigioni dalle malattie e di tutte le realizzazioni!

Come equilibrare l’inconscio
Esistono diversi metodi per raggiungere l’inconscio e sicuramente il migliore è l’ipnosi. Un metodo altrettanto efficace, ma meno rapido e spettacolare dell’ipnosi per eliminare le convinzioni inconsce limitanti e autosabotanti è quello dei mantra potenziati.

Un mantra è una frase motivante che già di per se stessa raggiunge l’inconscio quando viene ripetuta spesso, ma potenziando la frase con l’emozione, la sua efficacia si accresce enormemente perché l’emozione esclude in maniera più o meno significativa la mente razionale.
Il mantra potenziato è un comando ipnotico per l’inconscio e consente di raggiungere qualunque obbiettivo grazie alla formazione di una nuova rete neuronale nel nostro sistema nervoso autonomo. In tal modo è possibile cambiare le vecchie convinzioni limitanti che abbiamo su noi stessi, proprio come una buona abitudine sostituisce quella cattiva, migliorando la nostra autoimmagine, ossia il rispetto e l’amore di sé!

Sono le idee opposte che causano i dubbi distruttivi e i blocchi interiori: per uscirne si deve passare all’azione.

Avere piccoli obiettivi che possano realmente essere concretizzati serve a disegnare un percorso di vita perseguibile e costellato di quotidiani successi, ma ci sono cose importanti che dobbiamo dire a noi stessi per raccogliere la nostra energia interiore. A tal proposito ti consiglio di leggere l’articolo “Ogni volta che ti senti triste e demotivata, prova a ripetere queste 6 frasi curative”

“CURA LE TUE PAROLE CHE DIVENTERANNO LE TUE AZIONI. CURA LE TUE AZIONI CHE DIVENTERANNO LE TUE ABITUDINI. CURA LE TUE ABITUDINI CHE DIVENTERANNO IL TUO CARATTERE. CURA IL TUO CARATTERE CHE DIVENTERÀ IL TUO DESTINO. QUELLO CHE PENSIAMO DIVENTIAMO. IO PENSO DI GODERE DI UN’OTTIMA SALUTE!” – DAL FILM “THE IRON LADY”

L’EMOTIVITÀ È IL CIBO PER NOSTRO INCONSCIO

Per il nostro benessere non si deve mai dimenticarsi di nutrirlo di emozioni, curandoci di questa parte di noi altrettanto di quanto ci curiamo della parte razionale. Offrirsi delle emozioni significa migliorare la qualità della nostra vita.

Ricordate, nulla ha un valore di per sé, ha valore l’emozione che suscita in noi.
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Poirottina il Gio Dic 28, 2017 10:48 pm

Leone ha scritto:

Un treno unico e speciale però. flower
In stazione posso rimanere anche quelli convinti che le persone siano vagoni, tutti uguali e intercambiabili.
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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Ospite il Ven Dic 29, 2017 8:38 pm

cyber te ce vo' la muraglia cinese. Cool

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Re: Il muro dei Post_it

Messaggio Da Ospite il Ven Dic 29, 2017 8:39 pm


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Re: Il muro dei Post_it

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